Archivio Mensile: maggio 2013

Google Glass Italia

Realtà Aumentata e Google Glass combinazione d’azzardo

L’arrivo in Italia dei Google Glass ha rimesso al centro delle discussioni del web di casa nostra la Realtà Aumentata (AR –   augmented reality) come nuova frontiera dell`innovazione tecnologica. L`AR è il processo con il quale l’ambiente che ci circonda viene filtrato attraverso un occhio digitale (una webcam, uno smartphone, una lente digitale) contribuendo a fornire informazioni aggiuntive a quello che stiamo vedendo.

Una delle possibili applicazioni della Realtà Aumenta riguarda certamente il riconoscimento facciale,  argomento che va a braccetto con i Google Glass, che come è noto sono dotati di webcam e  potranno effettuare riprese in alta qualità. Infatti, tra le applicazioni di AR più attese per gli occhiali di google sembra essercene una basata sull’algoritmo che sta alla base dell’ Eulerian Video Magnification (EVM), che permette una nuova tecnica di video editing, sviluppata da MatLab, in grado di evidenziare in tempo reale le alterazioni di colore altrimenti invisibili ad occhio nudo.
Non sorprende quindi la notizia che saranno proibiti a Las Vegas, cosi come riferito da una fonte della MGM Resorts International.

Infatti, anche se questa innovazione potrà portare grandi risultati nel campo medico, è anche vero che nasconde la possibilità di riconoscere se una persona sta mentendo o meno. E niente è più utile al tavolo da poker. Gli esperti potranno infatti riconoscere diversi stati d`animo che non possono essere nascosti in quanto EMV percepisce ogni minimo cambiamento di colore e arrossamento della cute, fenomeno involontario che interessa le nostre reazioni alle emozioni e agli stati d`animo.

Si tratta quindi di una grande innovazione nel campo medico che passa però attraverso un sofisticato software di riconoscimento facciale che, impiegato in altri settori, potrebbe costituire una grave invasione della privacy. Appare evidente quindi la strada intrapresa dalla ricerca tecnologica, non resta che comprendere, prima che sia troppo tardi, se siamo davvero disposti a rinunciare a ogni forma di privacy pur di permettere l’avanzamento della ricerca scientifica. Soprattutto quando in mano abbiamo un full.