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Ho sempre trovato affascinante l’ Uniconventional Marketing, fin da quando mi sono imbattuto nella percora nera della Sanpellegrino. La mia passione per il Marketing nasce proprio dalla voglia di entrare nelle stanze e nelle menti dove le idee Unconventional vengono prodotte, e quindi le seguo tutte con entusiasmo.

L’ultima campagna nella quale mi sono imbattuto è stata Lecce 2080, campagna di Social Guerrilla realizzata da  Utopya Minds Lab per conto di Nextwind.

La partenza è stata ottima e d’impatto: nella notte tra il 21 e 22 maggio scorso sono state seminate qui e là per la città di Lecce grosse uova con su scritto “Lecce 2080” , spiazzando turisti e abitanti.

In poco tempo le uova si sono schiuse su un poster.
L’immagine ritratta è quella di un bambino branchiato che  sovrasta la famosa piazza Sant’Oronzo di Lecce completamente sommersa dall’acqua.

E qua inizia il boom della campagna, tutti in cerca di informazioni.
Il Sud non è certo nuovo a campagne di questo tipo, ma l’effetto unconventional qua funziona meglio che altrove.
Facilmente, cercando su google, si approda ad un sito: Lecce2080.it, dove un conto alla rovescia spiazza ancora di più, e non chiarisce il mistero. Ci si accorge che si tratta di un diario. Un diario scritto nel futuro, nel 2080 appunto.

GIORNO 1
Scrivo perché qualcosa dovrò pur lasciare…
Oggi sono stato sul picco dove arrampicandosi si riesce ancora a respirare aria. 
Andare là mi angoscia così tanto.
Tornare uomo mi fa sentire ancora più solo, più perso, più disperato.
La rabbia mi divora, ma non posso cedere.

La campagna ha incuriosito molti, la pagina Facebook ha raggiunto in poco tempo più di 1500 contatti. Con il passare dei giorni l’attenzione rivolta al piccolo “spigolino” è andata crescendo. Dopo una decina di post nel diario era ormai chiaro l’intento green dell’iniziativa, alimentata soprattutto dalla mobilitazione nazionale sul referendum del 12 e 13 giugno.

Non è chiaro se la scelta di lanciare l’iniziativa a cavallo dell’evento referendario su nucleare e acqua sia stata una scelta studiata o solo un caso, ma visto il periodo, Lecce 2080 ha trovato terreno fertile. Per molti, però, è stato facile associare Spigolino a qualche campagna pubblicitaria ben riuscita per mobilitare la gente al voto, ma il countdown sul sito non scade con i referendum ma va molto più in là..
ed è a questo punto che succede il patatrac:

Le associazioni ambientaliste salentine non hanno reagito bene. Facendo delle ricerche, facilmente giungono a scoprire che dietro la campagna c’è l’azienda impegnata nell’eolio, Nextwind. La pagina facebook viene presa d’assalto, tra i molti commenti di apprezzamento ne spuntano tanti di contestazione che generano veri e propri scontri dai quali non si tira indietro nemmeno Gabriella Chieffo, amministratore delegato di Nextwind.
Per calmierare gli animi, gli amministratori della pagina sono stati costretti a rivelare l’obiettivo dell’iniziativa:
“Nextwind CHIUDE!!!” e Lecce2080 è solo l’ultimo atto dell’azienda, che non riuscendo a realizzare le attività del suo business ha deciso di lasciare il territorio (colpevole del fallimento) con una campagna si sensibilizzazione. Il countdown “segna la fine”, o meglio la chiusura dell’azienda, ma in qualche modo anche la campagna di Lecce 2080 è stata compromessa, il diario, che era stata la parte più semplice ma che quella più geniale si è trasformato in ufficio stampa dell’azienda, facendo così perdere il fascino all’iniziativa.

GIORNO 29
Non tutte le storie sono a lieto fine… 
ma forse raccontare una storia, la nostra, 
partendo proprio da un triste e impensato epilogo potrà servire a qualcosa o a qualcuno… 
una storia, una denuncia… quattro anni di silenzi, di celate e implicite angherie,
di scontri con un regime burocratico, politico e amministrativo dalle regole imprevedibili e fin troppo discrezionali…
Nextwind CHIUDE. 
Un trionfo per molti. Per noi non una resa, ma una scelta. 
La scelta della verità che giorno per giorno vi sveleremo… 

Finché la campagna è stata libera dagli attacchi ha funzionato benissimo, e personalmente ne ho molto apprezzato sia la realizzazione che la motivazione. L’ultimo atto è tra 15 giorni, vediamo cosa si inventerà il direttore creativo Sara Di Spaldro per chiudere quella che poteva essere la più bella campagna unconventional dell’anno se non fosse stata sabotata.

AGGIORNAMENTO – 27/06/2011
Messaggio di Sara Di Spaldro – Direttore creativo Utopya
“La campagna è stata pensata, sia nella tempistica che nei modi, proprio così. Lo svelare il brand era ovviamente previsto nei tempi logici della comunicazione e cioè una prima avvisaglia nella seconda fase per poi giungere allo svelamento completo. Va da sè che anche l’idea di annunciare la chiusura della società era prevista, così come il diario “denuncia”, ma non credevamo potesse essere così determinante per la benevolenza della campagna agli occhi degli utenti, ma facendo questo lavoro siamo ben coscienti che le critiche e i “sabotaggi” possono essere determinate anche da una virgola fuori posto. ed un sorriso un po’ amaro per questo c’è, non fosse altro perchè alcuni invece di “guardare la luna, si sono soffermati sul dito che la indicava”. Quello che non ci aspettavamo era una tale risonanza addirittura in Parlamento, evidentemente il tema dell’energia è davvero scottante, e di questo non possiamo che essere contenti perché l’obiettivo della campagna era proprio quello di aprire un dibattito, nelle aspettative più rosee magari un dibattito leale ed educato.. gli attacchi, se così li vogliamo chiamare, provengono tutti dallo stesso gruppetto di persone, pochi in realtà, ma talmente poco corretti da introfularsi in più di una volta con profili falsi; pare siano contro tutto: vento, sole, nucleare, biomasse, petrolio, metano. e non si è ancora capito esattamente cosa vogliano e soprattutto secondo quali basi tecniche oggettive lo vogliano”